I cittadini delle Tremiti scrivono a Napolitano

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In attesa di incontrare il Prefetto di Foggia lunedì prossimo i cittadini delleIsole Tremiti hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica GiorgioNapolitano affinché possa esaminare e considerare la grave situazione che si stadeterminando nelle acque del mare Adriatico, dopo la decisione del ministrodell’AmbientePrestigiacomo di effettuare le ricerche petrolifere, ma hanno anchetrasmesso al Capo dello Stato la volontà di rimettere le loro schede elettorali.
Ecco la sintesi della lettera.
“Illustrissimo signor Presidente è con profondo rammarico ed afflizione che a Lei cirivolgiamo quale residuo baluardo dei valori della Democrazia e garante dei principidella nostra Carta Costituzionale. L’art.1 recita: “La sovranità appartiene alpopolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Questo leggiamonel primo articolo della Costituzione Italiana: la sovranità appartiene al popolo.E’ molto importante che la Costituzione inizi così, perché con quest’articolo sivuol dare una chiave di interpretazione ben precisa. Questa chiave diinterpretazione, per quanto ci riguarda, è stata mistificata completamente dalleistituzioni e dagli enti che dovrebbero rappresentarci. Vogliamo portare a Suaopportuna conoscenza, la recente querelle relativa alle ricerche petrolifereautorizzate dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nelle acque antistantile nostre isole Tremiti in funzione della non concertata eppur pianificatainstallazione di piattaforme petrolifere nel basso Adriatico. Tale inopinabileiniziativa dell’esecutivo, è fortemente osteggiata dalle popolazioni non solocostiere di Abruzzo, Molise e Puglia. Si è, quindi, levato il coro di censura control’oltraggio delle ricerche petrolifere autorizzate dinanzi alle coste di territori aforte vocazione turistico-culturale, nonchè terre di produzioni agro-alimentarid’eccellenza a livello internazionale, tale da non consentire alcun passo indietronella battaglia per la strenua difesa del minacciato patrimoniopaesaggistico-naturalistico e per il riconoscimento del principio diautodeterminazione delle popolazioni locali. Alcuno sviluppo può dirsi “sostenibile”e “perseguibile” se non ha il consenso delle popolazioni locali e non è concertatocon le stesse. Il solo avere piattaforme petrolifere nelle acque circostanti l’AreaMarina Protetta ed il Parco del Gargano, anche in assenza di denegati episodi dicriticità, significherebbe semplicemente vanificare gli annosi sforzi che ormai dadecenni i cittadini tremitesi hanno dovuto sopportare per convivere con lestringenti limitazioni ed i gravosi vincoli imposti dagli enti. Non crediamo dimettere in causa l’esercizio del Suo mandato al di sopra delle parti politiche esociali, chiedendo quindi a Lei, Presidente Napolitano, di interessarsi al caso e,se condivide la nostra profonda preoccupazione e la nostra frustrazione, diverificare tutte le strade e gli strumenti percorribili nel rispetto dei basilariprincipi democratici per impedire quella che sarebbe, a tutti gli effetti, unaclamorosa débacle per le istituzioni che Lei rappresenta in nome e per conto delpopolo italiano. Siamo però perfettamente consapevoli che i Suoi poteri sono moltolimitati e di come sia difficile per Lei, oggi, contrapporsi all’attuale attaccoconcentrico contro la Costituzione. Ma sappiamo anche che in politica la parolapesa, e che la Sua in particolare potrebbe essere determinante a modificare unevoluzione che, se compiuta, sottrarrebbe alla nostra comunità, con ogni fonte disostentamento, anche parte della dignità e residua fierezza di essere cittadini diquella Repubblica Italiana nata dalla Resistenza e dalla Costituente del primo dopoguerra. L’auspicio è che Lei voglia, volgere la sua attenzione verso il piccoloavamposto in cui risiediamo e gli esposti deprecabili echi che ne minacciano lasopravvivenza, si accompagna, però, al timore che ciò, malgrado la Sua solidarietàdi cui non dubitiamo, possa non essere sufficiente; siamo pertanto costretti obtorto collo a parteciparLe la determinazione, non meramente simbolica, di molti dinoi di renderLe le nostre rispettive schede elettorali così sospendendo ildiritto-dovere costituzionale di partecipare all’elezione di quei rappresentantipolitici che, all’evidenza dei fatti, non riteniamo ci rappresentino affatto,mostrandosi sovente addirittura infastiditi di rendere in qualche modo conto aicittadini del loro operato. In conclusione ci sia concesso invitarLa personalmente,Signor Presidente, a far visita in questa occasione alle nostre isole e, magari, acontemplare con noi lo splendido panorama; s’intende, ovviamente, prima che sullostesso si staglino le sagome delle piattaforme petrolifere che il ministrodell’Ambiente ci ha inteso opportunamente destinare. La ringraziamo SignorPresidente per l’attenzione che vorrà dedicare alle questioni che ci è statoconsentito sottoporLe, partecipandoLe il sostegno che cittadini come noicostantemente ricevono dal Suo operato”.

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