Diabete e iperuricemia soffiano su rischio cardiovascolare e renale

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medicina

Con l’aumento dell’aspettativa di vita ed il progressivo invecchiamento della popolazione, in Italia come in molti altri paesi del mondo occidentale, la prevalenza e l’incidenza di ipertensione arteriosa e diabete mellito sono destinati ad aumentare ulteriormente nei prossimi 10-15 anni. In Italia si stima che oltre il 35% della popolazione sia affetta da ipertensione arteriosa e tra il 6 e l’8% da diabete, per lo più di tipo 2. Poiché ipertensione e diabete costituiscono i principali fattori d rischio per lo sviluppo e la progressione della malattia renale cronica, non è difficile prevedere nei prossimi anni un significativo ulteriore aumento di questa patologia. La malattia renale cronica, spesso del tutto asintomatica, colpisce attualmente circa il 10-12% della popolazione e comporta – di per sé – un notevole aumento del rischio di incidenti cerebro e cardiovascolari rappresentando, direttamente o indirettamente, un importante fonte di spesa per i sistemi socio sanitari dei paesi industrializzati. In estrema sintesi, l’attuale situazione può essere rappresentata dalle seguenti cifre: in Italia vi sono oggi circa 50.000 pazienti emodializzati, 4.000 in dialisi peritoneale, 20.000 portatori di trapianto renale. All’incirca 10.000 nuovi pazienti iniziano dialisi ogni anno e circa 5 milioni di pazienti hanno un forma meno grave di malattia renale cronica.

Uno degli aspetti più importanti in relazione all’argomento che stiamo trattando è “il ruolo della disfunzione renale lieve e dei suoi componenti (filtrato glomerulare e albuminuria) come marcatori di rischio cardiorenale e target terapeutico”. La malattia renale cronica, anche lieve, è un potente fattore di rischio cardio e cerebrovascolare indipendente. I meccanismi patogenetici responsabili di questa associazione sono molteplici. La riduzione della velocità di filtrazione glomerulare si associa, infatti, alla presenza dei classici numerosi fattori di rischio tradizionali quali l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, la dislipidemia e l’ipertrofia ventricolare sinistra. Inoltre, lo stato uremico comporta l’attivazione di ulteriori meccanismi patogenetici quali l’infiammazione sistemica, lo stress ossidativo, l’iperparatiroidismo secondario e l’anemia. I pazienti con malattia renale cronica dovrebbero, pertanto, essere sottoposti a misure preventive e terapeutiche addizionali per la correzione dei fattori di rischio al fine di ridurre l’incidenza di eventi.

Altro aspetto rilevante, è “il ruolo dell’iperuricemia, quale nuovo fattore di rischio cardiovascolare e renale”. Un legame tra iperuricemia e disordini cardiovascolari è stato ipotizzato da decenni. L’acido urico, prodotto finale del metabolismo purifico e dell’attività della xantina-ossidasi, ha rappresentato per gli ominidi un vantaggio evolutivo, per la sua azione anti-ossidante, per gli effetti sulla pressione arteriosa, l’immunità innata e le riserve energetiche. I primati hanno soppresso il gene per l’uricasi ottenendo così più elevati livelli di acido urico, con conseguenze per la salute umana per alcuni aspetti positive, per altri negative. Negli ultimi 50 anni, soprattutto a causa dei cambiamenti nelle abitudini alimentari, i valori medi di acido urico nella popolazione generale sono aumentati in modo considerevole. Recenti studi sperimentali e clinici hanno permesso di chiarire un ruolo dell’iperuricemia asintomatica in svariate condizioni cliniche note per favorire lo sviluppo di complicanze cardiovascolari e renali, come l’ipertensione arteriosa, il danno d’organo renale, la sindrome metabolica, il diabete e la disfunzione endoteliale. Tuttavia, il fatto che l’iperuricemia sia comunemente associata ad altri fattori di rischio cardiovascolare rende difficile individuare il suo ruolo indipendente nella patogenesi dello sviluppo della malattia cardiovascolare e renale.

 

 

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a cura di:

Dr. Pasquale De Luca

Specialista in Medicina Interna

Dirigente Medico di I° Livello

UO di Pronto Soccorso

Area della Cardiologia d’Urgenza ed Emergenze Internistiche

Nuovo Ospedale “T. Masselli-Mascia” – San Severo (FG) – ASL FG