Una lunga storia d’amore cagnanese

La storia di Matteo Bocale e Maria Grazia Columpsi, tanti anni insieme e un vero amore che li ha ricongiunti anche dopo la morte

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Spesso si usa dire che la fantasia supera la realtà , questa volta la realtà nella sua magica manifestazione supera la fantasia. Nella cronaca di un evento che per quanto luttuoso, suggella un emozionante finale di una splendida coppia di due nostri concittadini che anche nel momento conclusivo della loro vita terrena lasciano un segno nei cuori e nella mente dei cari figli , nipoti e parenti ma anche di chi da sconosciuto riesce ad emozionarsi di fronte ad una storia come questa.

Una storia d’amore e di emigrazione nata negli anni Cinquanta

Matteo Bocale e Maria Grazia Columpsi negli anni 50
Matteo Bocale e Maria Grazia Columpsi negli anni Cinquanta

La loro storia d’amore ebbe inizio nel 1954 dove poco dopo per rendere ufficiale il loro amore fecero la cosiddetta “fuitina”, la fuga d’amore precisamente il 14 febbraio 1955. L’anno seguente nacque la loro prima figlia Monica è così iniziarono a costruire la loro famiglia ne seguono poi altre due femmine Teresa e Anna e un maschio Antonio . Dopo anni tornato dalla marina militare, Matteo decise di emigrare in Germania dove fece svariati lavori come carpentiere e manutentore delle ferrovie tedesche. La moglie Grazia ha dedicato pienamente la sua vita a casa e figli. Dopo anni di sacrifici decidono di tornare in patria, dove si godono la pensione e anni lontano dai partenti .

Il 3 gennaio 2018 dopo aver festeggiato i suoi 81 anni, Grazia dopo un malore durante la notte muore a causa di un infarto fulminante. Matteo ha visto la moglie morire fra le sue braccia. A quel punto il suo cuore non ha retto. Come nelle migliori storie d’amore, i due avrebbero voluto andarsene insieme e così è stato. Dopo un mese circa perde la vita anche lui ricongiungersi alla moglie. Però lui lo fa con un effetto sorpresa perché la sua morte coincide con lo stesso giorno una cui fecero la fuga d’amore 63 anni prima. Erano una coppia molto affiatata facevano tutto assieme.

 

Mito leggende e Arte:

Come Filemone e Bauci i quali, dopo aver accolto Zeus ed Ermes, viaggiatori dalle sembianze umane e rifiutati da diversi ospiti, esprimono un solo desiderio alle due divinità: servire il tempio di Zeus e morire insieme. Un desiderio esaudito, racconta Ovidio nelle Metamorfosi: Zeus li trasforma, così, in una quercia e un tiglio uniti per il tronco. Un albero meraviglioso, che si erge di fronte al tempio venerato per secoli. Come il loro amore. Dall’Arte e dalla pittura ad esempio in un dipinto di Rembrandt, come simbolo estremo d’amore.