Il Magnificat di Alda Merini arriva a Cagnano

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L'attrice Camilla Tavaglione che interpreterà il Magnificat di Alda Merini
L'attrice Camilla Tavaglione che interpreterà il Magnificat di Alda Merini

Grazie all’inedita collaborazione tra l’associazione Punto di Stella di Peschici e Schiamazzi di Cagnano il Festival del Natale Garganico giunto alla sua seconda edizione arriverà a Cagnano il prossimo 4 gennaio alle 20 per dar vita ad un evento unico nel suo genere, il Magnificat di Alda Merini interpretato dalla giovane attrice Camilla Tavaglione nella Chiesa Madre di Cagnano.“A un anno esatto di distanza, il Magnificat di Alda Merini fa nuovamente centro. – spiega Piero Giannini dell’Associazione Punto di Stella- Riproposto l’11 scorso dall’Associazione “Punto di Stella” nell’ambito del 2° Festival del Natale Garganico e nella identica location del 2010 – la Chiesa Madre di Peschici, la più congeniale delle sedi – ha riproposto le stesse emozioni vissute dodici mesi fa. L’intensa e pregna di pathos interpretazione dell’attrice Camilla Tavaglione personificando la Vergine Maria, analizzata fin nell’intimo lungo tutto il suo percorso di gioie, perplessità e dolore, dall’Annunciazione alla Deposizione passando attraverso la tragedia della Crocifissione, ha toccato nel profondo il cuore degli spettatori. Totalmente inabissata nelle vesti di una fanciulla “fragile, spaventata, umanissima”, rosa dal dubbio di quanto le sta accadendo – diventare agli occhi del popolo una madre che nel contempo resta vergine – e dall’angoscia di dover dire tutto al marito Giuseppe, distrutta dalla condanna alla croce del suo figliolo e intimamente avvolta dalla certezza della sua Resurrezione, la Tavaglione è riuscita ancora una volta a stimolare fino alle lacrime le corde dei cuori presenti alla sua performance.
Lucida, conscia delle difficoltà che il testo le ha creato sin dalla prima lettura, partecipe di un dramma universale, ha lavorato di bulino con perizia muovendosi agilmente fra i diversi toni e le variegate sfumature che il poemetto della Merini impone. Fredda nel momento della razionalità spirituale, appassionata negli istanti di una condizione che va deteriorandosi, emotivamente trascinata nei gorghi di una storia che si va consumando mentre ha già segnato la sua immortalità pur apparendo ormai finita, intimorita negli attimi di sbandamento meramente umano, esultante nella consapevolezza di aver donato al mondo un “re dei re”: tutto ciò è stata la protagonista del monologo.
L’opera della Merini, imperniata su una delle figure più enigmatiche della cristianità, che ha appassionato scettici e credenti di tutti i tempi, è stata plasmata e rinnovata nella gestualità, nella pura parte recitativa, nella proposizione di stati d’animo che affondano e vagano fra le pieghe di ciascuno degli umani sentimenti, dalla capacità interpretativa di Camilla Tavaglione, parte per aver amato da subito il contenuto, parte per averlo metabolizzato fin nei più segreti recessi della sua anima, molto per la felicità di rappresentare tre momenti-clou della Storia dell’Uomo e vincere una sfida difficilissima.
Il “Magnificat” non è un testo facile. Tante, troppe, le situazioni emozionali incontrate, sfiorate, sceverate e una a una affrontate, approfondite, analizzate dall’autrice, col piglio dell’autentica capacità poetica in grado di evocare con inaudita forza visionaria smarrimento e stupore, confusione e commozione, panico e sicurezze. L’interiorità di una figura mitica, quasi leggendaria, di cui i testi dicono e non dicono, e il cui viscerale vissuto possiamo soltanto immaginare al di là di quanto testimoniato, è rivista in chiave esistenziale da una donna autenticamente umana, sposa di due mariti e madre di quattro figlie che verga un capolavoro indirizzandolo a un’altra donna autenticamente divina indagando soprattuto il suo aspetto più femminile: la maternità, non rappresentandone storia e vita ma il mistero della sua complessa figura, una figura tenera, fatta di luce, di carne, smarrita e spaventata eppure perdutamente innamorata di Dio.
Ci chiederemo sempre come sia riuscita Camilla Tavaglione a entrare con tanta veemenza e condivisione in questo scenario mistico e impraticabile comunicando il senso profondo dei versi che compongono l’opera meriniana e trasmettendo al pubblico non solo le proprie emozioni ma perfino suscitandone altre, ancora più profonde. Da qui la certezza che quanto infuso negli spettatori peschiciani si ripeterà il 4 gennaio nella Matrice di Cagnano Varano, impreziosendo il suo recital con le divagazioni musicali dell’onnipresente Rocco Tavaglione , autentico talento e virtuoso della chitarra classica. Un minitour che spezzerebbe le gambe alla più navigata delle attrici ma che la Tavaglione ha deciso di intraprendere cosciente della forza interiore che la trascina e coinvolge in questa esperienza, sorta di “mission impossible” capace di rigenerarla e ricaricarla come una pila mai esausta.”

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