Intelligenza, ecco perché ce n’è più di una

0
165

di Alessandro Stefania

Quanto siamo intelligenti? Questo è un quesito che quasi ognuno di noi si è domandato almeno una volta. In realtà la risposta risulta molto complessa e difficile. In effetti questa domanda si potrebbe considerare sbagliata dato che il punto non è quanto siamo intelligenti ma quali tipologie di intelligenza abbiamo più sviluppate rispetto ad altre. Tutti noi abbiamo una visione piuttosto stereotipata dell’essere intelligente che ci è stata tramandata dagli inizi del 900. Infatti fino agli anni ’80 dello scorso secolo si credeva che fossero intelligenti le persone dotate di capacita cognitive logiche e linguistiche elevate, ovvero chi era bravo in matematica e chi aveva capacità oratorie. Per intenderci il famoso quoziente intellettivo (Q.I.) era la maniera unica di valutare l’intelligenza dell’essere umano e non.

I vari tipi di intelligenza

Howard Gardner, psicologo, nel 1987 con la pubblicazione di “Formae mentis” identifica nove tipi di intelligenza, che fanno riferimento a diversi ambiti delle attività umane. Si tratta di espressioni di intelligenza scollegate tra loro e che coinvolgerebbero aree differenti del cervello umano.

INTELLIGENZA LINGUISTICA: è la capacità di apprendere e riprodurre il linguaggio, usandolo in maniera appropriata per esprimersi verbalmente e in forma scritta. Chi la possiede ha quella che le insegnanti chiamano “proprietà di linguaggio”. Dei personaggi che hanno notevolmente sviluppata questa intelligenza possono essere ad esempio Umberto Eco o Stephen King o i grandi oratori.

INTELLIGENZA LOGICO-RAZIONALE: consiste nella capacità di analizzare i problemi in modo logico, eseguire operazioni matematiche, e indagare le questioni scientificamente, grazie al pensiero logico e deduttivo. Un chiaro e conosciuto esempio può essere Einstein.

INTELLIGENZA SPAZIALE: Quest’intelligenza è caratterizzata da una grande abilità percettiva dal punto di vista visivo/spaziale. Abilità nel manipolare mentalmente gli spazi o le immagini anche in loro assenza. Sanno giostrare con i colori, le linee e le forme. Hanno un buon senso dell’orientamento e sanno muoversi facilmente nello spazio. Intelligenza tipica dei tassisti o degli artisti. Alcuni esempi possono essere lo scienziato Tesla o l’esploratore Colombo.

INTELLIGENZA MUSICALE: È la capacità di riconoscere, discriminare ed immaginare altezza, timbro e ritmo dei suoni. Capacità nel cantare e nell’imitare il modo di parlare degli altri. Questa intelligenza è tipicamente presente negli imitatori, nei musicisti e cantanti come Pavarotti o Mozart.

INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTETICA: Ci permette di gestire e sentire al meglio il nostro corpo o utilizzare degli oggetti esterni per fini funzionali ed espressivi. Un esempio su tutti Marad:ona, capace, al di là della potenzialità fisica, di emozionare il pubblico con le sue performances “poetiche”.

INTELLIGENZA INTERPERSONALE: Riuscire a capire gli altri e le loro esigenze. Tipica dei leaders che sanno capire gli altri per aiutarli e trovare da questo giovamento anche per loro stessi. Un chiaro esempio Nelson Mandela.

INTELLIGENZA INTRAPERSONALE: Comprendere le proprie emozioni, la propria individualità e di saperle inserire nel contesto sociale. Riuscire a mettersi nei panni altrui e riuscire a ragionare sul proprio ragionamento. Tipica degli attori come Anna Magnani.

INTELLIGENZA ESISTENZIALE: Chi la possiede è in grado di elaborare concetti sulla base di processi astratti, trasformandoli in concetti universali, è pertanto in grado di ragionare sui grandi dogmi e dibattiti dell’esistenza umana. Presente nei filosofi come Hegel ad esempio.

INTELLIGENZA NATURALISTICA: è una persona che sa leggere, comprendere le dinamiche della natura e degli esseri viventi e sa interagire con essi nel modo migliore. Un esempio? le persone che hanno il famoso “pollice verde”.

È importante sottolineare però che queste intelligenze sono tutte presenti in ognuno di noi, alcune però sono sviluppate maggiormente a differenza di altre. Pertanto definire una persona più o meno intelligente è molto ambiguo e difficile. Non possiamo definire una persona stupida, poiché non è molto brava nella scrittura o in matematica. Può essere più intelligente in altri ambiti. Pertanto i lavori manuali è facilmente intuibile che non possono essere considerati di minore prestanza intellettuale rispetto ad quelli “da scrivania”. Questo ovviamente non va confuso con la scarsa conoscenza culturale e lo scarso impegno nello studio. Ognuno di noi possiede le sue intelligenze che vanno adattate magari ad un preciso percorso di vita e lavorativo.