Una delle feste più misteriose dell’anno è quasi terminata. Tanti hanno intagliato e illuminato le zucche e preparato i dolci per i bambini che vengono a bussare alla porta, ma come è nata questa festività?

Halloween, origine e diffusione

Halloween ha origini celtiche, viene celebrata la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Secondo molti studiosi deriva dalla festa romana dedicata alla dea dei frutti e dei semi, Pamona o dalla festa celtica di Samhain, termine che deriva dall’antico irlandese e significa “fine dell’estate”. Nell’840, la Chiesa cattolica con Gregorio IV istituì la festa di Ognissanti.

Quando i protestanti interruppero la tradizione quest’ultima continuò ad essere celebrata, soprattutto negli Stati Uniti, come festa laica. Con il passare degli anni la festa ha assunti caratteri commerciali, diventando fonte di consumo (gli americani spendono circa 3,3 miliardi di Dollari all’anno per i costumi di Halloween), nascondendo via via quelli che erano i suoi antichi significati. La parola Halloween deriva da “All Hallows’Eve” che significa “Notte di tutti gli spiriti sacri”. Famosa è la leggenda del personaggio di Jack O’ Lantern di cui si racconta che fu condannato dal diavolo e costretto a vagare di notte alla luce di una candela contenuta in una zucca scavata. Negli Stati Uniti è diffusa l’usanza di mascherarsi e andare di casa in casa, bussare alla porta e recitare la domanda “Dolcetto o scherzetto?” e ottenere caramelle e dolciumi vari.

“L’anima dei morti” e la tavola imbandita per i defunti

In Italia la festa dei morti ha dato origine a diverse tradizioni che cambiano spesso di regione in regione. Sarà capitato a molti di noi di ascoltare dai nostri nonni la leggenda riguardante questa festa. In Puglia, ad esempio, la sera precedente al 2 novembre era diffusa l’usanza di apparecchiare la tavola per i morti, che ritornavano e restavano in visita fino a Natale o all’Epifania. In alcuni paesi si era soliti intagliare le zucche, accendere dei fuochi nelle piazze e recarsi, il giorno di Ognissanti, al cimitero insieme ai bambini per rivolgere preghiere ai defunti e chiedere loro doni in cambio. Il 31 ottobre, precisamente a mezzanotte, le famiglie sistemavano davanti alle fotografie dei defunti dei ceri che dovevano bruciare per tutta la notte, il loro scopo, infatti, era quello di guidare le anime dei defunti,che di notte lasciavano il cimitero e in processione percorrevano le vie del paese. Nella notte del 31 i ragazzini giravano di casa in casa per chiedere “l’anima dei morti” e ottenere in cambio soprattutto frutta di stagione come le castagne e nel migliore dei casi, come dolce, potevano ricevere fichi secchi ripieni di mandorle. Da sempre sacro e profano, realtà e maglia, paura e divertimento si mescolano per rendere Halloween una delle feste più suggestive dell’anno.