Raccolta delle olive, alcune curiosità

Si avvicina il periodo della raccolta delle olive, ecco alcune curiosità sul coltura dell'oro verde

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raccolta delle olive

L’albero di olivo può essere considerato l’albero simbolo pugliese, anche se il suo frutto non gode di molta considerazione nel consumo diretto, essendo per lo più utilizzato per ottenere l’olio. Quest’ultimo è infatti il prodotto di cui maggiormente ci si vanta, esaltandone le innumerevoli caratteristiche e i diversi tipi legati alle località di produzione. Diversamente avviene per l’oliva, prodotto largamente presente nei piatti tipici e caratteristici della Grecia e della Spagna, dove per tradizione le possibilità di preparazione per la conservazione sono, difatti, numerose e hanno il vantaggio di allontanare quei gusti amari che rendono poco appetibile il prodotto appena raccolto. Si può ipotizzare, così, che è stata proprio la presenza di queste sostanze amare presenti nel frutto dell’olivo a spingere i coltivatori ad utilizzare questi frutti essenzialmente per ricavarne l’olio.

Ma veniamo alla varie tecniche colturali: In quale periodo conviene dedicarsi alla raccolta? E prima ancora alla lavorazione del terreno, alla concimazione e all’irrigazione?  Innanzitutto le lavorazioni del terreno sono necessarie e devono essere molto superficiali (a non più di cm 10 di profondità) per liberare il terreno dalle erbe infestanti e mettere dunque a disposizione dell’olivo gli elementi fertilizzanti e l’acqua contenuti nel terreno. Per evitare, invece, perdite d’acqua conviene non lavorare il terreno quando questo presenta delle pendenze. Per fare, poi, una buona concimazione occorre conoscere lo stato di fertilità del terreno attraverso analisi fisico-chimico-biologiche: l’olivo, per l’appunto, beneficia molto di concimazione organica (letame di vario tipo). Inoltre, sebbene l’olivo non sia una pianta particolarmente esigente dal punto di vista della disponibilità d’acqua, in quanto anche capace di resistere a lunghi periodi siccitosi, esso si avvale molto dell’irrigazione, specie nelle zone dove le piogge sono scarse.

Le zone di maggiore coltivazione sono generalmente caldo-aride e spesso nel mese di luglio, quando si verifica l’indurimento del nocciolo e si ha la massima richiesta d’acqua da parte della coltura, non piove e quindi si riduce di molto la produzione. Un’irrigazione durante questo periodo, al contrario, è quanto mai salutare e potrebbe far aumentare la produzione sino al 100%. In aggiunta, prima di giungere alla potatura è bene ricordare che l’olivo può essere attaccato dalla “mosca delle olive”, dalla “cocciniglia mezzo grano di pepe”, dalla “margaronia” e occasionalmente da altri parassiti minori. Ad esempio la “Mosca delle olive” può essere presente negli oliveti durante tutto l’anno, ma la sua attività inizia quando le olive sono abbastanza cresciute. Generalmente l’infestazione più temuta e fortemente dannosa è quella che si verifica nei mesi di settembre, ottobre e novembre. In casi drastici, se le olive con puntura sono di gran numero superiori a quelle “sane” bisogna o anticipare la raccolta per evitare ulteriori danni o ricorrere a dei trattamenti antiparassitari, rinviando così il lavoro. La potatura va invece eseguita nel periodo di riposo vegetativo e serve per impedire che i succhioni, rami dal portamento assurgente che nascono in varie parti della chioma degli olivi, possano assorbire parte della linfa dell’albero. Infine, nei mesi di ottobre, novembre e dicembre si provvede alla raccolta delle olive, operazione che completa il ciclo vegetativo e produttivo di questa pianta. Per stabilire con precisione quale sia il momento migliore per la raccolta bisognerebbe poter determinare con precise analisi quando l’oliva ha raggiunto il massimo sviluppo e quando ha nella polpa la massima quantità di olio. È bene ricordare che l’olio (cioè le sostanze grasse) nell’oliva inizia a formarsi in modo consistente dal mese di agosto e aumenta man mano secondo un processo di maturazione piuttosto lento e molto influenzato dalle temperature. Usualmente conviene procedere alla raccolta appena le olive hanno raggiunto la colorazione propria della varietà e quando è appena incominciata la caduta naturale. La raccolta a mano è maggiormente privilegiata, la cosiddetta “brucatura”: essa consiste nel porre le olive in appositi contenitori che vanno portati al più presto al frantoio, operando poi l’estrazione dell’olio con la massima sollecitudine. Le olive, inoltre, possono anche essere raccolte tramite l’utilizzo di speciali attrezzature, come i pettini, che facilitano il distacco e aumentano il rendimento. Attenzione però! In questo caso le olive, che in genere si fanno cadere su appositi teli posti sotto le piante, possono subire delle lesioni a causa della caduta e in tal modo è possibile che sia sminuita la qualità del prodotto!