Quale governance per il Parco del Gargano?

Con la scadenza del mandato del presidente Pecorella si è aperto un dibattito sul futuro dell’Ente

Con l’approssimarsi della scadenza del mandato di Stefano Pecorella, attuale presidente del Parco nazionale del Gargano, in carica dal 2012, si è aperta un vero e proprio dibattito sul futuro dell’area protetta e della sua governance.
In modo particolare una parte dell’associazionismo garganico (ambientalista e non) e della società civile sta chiedendo, con dibattiti online e offline e iniziative varie, che con l’arrivo di un nuovo presidente o di un nuovo mandato del precedente, ci sia un vero e proprio cambio di passo dell’Ente con sede a Monte Sant’Angelo. In primo luogo si chiede maggiore partecipazione della comunità garganica nella progettazione di un futuro che strizzi l’occhio sia alla sostenibilità, alla difesa dell’ambiente e alla tutela della biodiversità, ma anche allo sviluppo economico e turistico, nonché alla viabilità della Montagna del Sole. Il presunto distacco tra la governance del Parco e la popolazione, denunciato dalle associazioni, è dovuto senz’altro anche alla natura non elettiva della figura del Presidente del Parco, che non viene eletto né direttamente dai cittadini né dai vari consiglieri comunali dei comuni interessati (come avviene adesso con le Province). Il Presidente infatti è nominato direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Certo, il Ministero accoglie le proposte dei vari sindaci e degli enti locali, ma a scopo tecnicamente solo consultivo e assolutamente non vincolante.
La petizione delle associazioni è stata indirizzata al Ministro Galletti e al presidente regionale Michele Emiliano “perché questa volta possano soddisfare la nostra esigenza, ricercando una figura anche espressione del Popolo di questo territorio, da troppo tempo inascoltato. Una persona- aggiungono – competente e stimata, non solo dalla politica, ma dagli abitanti che vivono il Parco con disagio, loro malgrado, augurando per questo territorio una migliore organizzazione delle attività dell’Ente quale motore dello sviluppo socio, economico, culturale e ambientale. Un Presidente capace di creare con noi la rete di supporto necessaria per una più autentica azione di tutela e valorizzazione dell’area protetta, un degno rappresentante dei valori autentici del Gargano, Parco Nazionale”. Le associazioni hanno dato vita ad un vero e proprio Manifesto in 5 punti, sottoscrivibile anche online sulla piattaforma Change.org
Nel frattempo i sindaci della Comunità del Parco hanno compilato la rosa di tre personalità a cui si potrebbe affidare la guida dell’Ente.
“Al termine di una discussione ampia, a tratti vivace, ma costruttiva, i sindaci della Comunità del Parco del Gargano, hanno trovato unanime accordo nella indicazione dei nomi da sottoporre all’attenzione del ministro Galletti e del presidente Emiliano. Si tratta di una terna composta da Giovanni Maggiano, Stefano Pecorella e Raffaele Vigilante.” commenta Franco Tavaglione, presidente della Comunità del Parco, e sottolinea ancora un dato significativo: “Forse è la prima volta che il Gargano riesce a fare sintesi e ad esprimere con grande senso di responsabilità una posizione condivisa sul metodo da adottare per designare il nuovo presidente del Parco del Gargano. In questo senso ringrazio i colleghi sindaci e tutte le associazioni e i cittadini che hanno contribuito ad arricchire una discussione a volte serrata ma sempre civile e proiettata a garantire un cambio di passo nella gestione del territorio garganico, con decisioni non più calate dall’alto ma partecipate e condivise.”
“Riteniamo opportuno e necessario- continuano le associazioni proporre i profili di tre personalità che, con le loro competenze, la loro storia e la loro indipendenza, possano
rappresentare l’elemento di sintesi delle energie propositive presenti nel territorio.
Tre persone, differenti per biografia ed estrazione culturale, che condividono il forte senso di responsabilità per il destino dell’area protetta e curriculum adeguati al compito di qualificare la presidenza del Parco. Si tratta di: Gianfranco Pazienza, ambientalista, ricercatore e animatore dello sviluppo locale. Antonio Salvatore Trombetta, segretario provinciale di CNA e componente della giunta della camera di commercio di Foggia, già sindaco di Lesina e vice presidente del Parco Nazionale del Gargano, Nico Palatella, capo delegazione provinciale del Fondo Ambiente Italiano.
Insomma tutti chiedono maggiore partecipazione, nonostante lo stesso Pecorella, in un’intervista a FoggiaToday respinge le accuse sottolineando di aver lavorato sempre confrontandosi con i sindaci.
Ma forse, il vero problema di fondo, non è che i garganici non hanno mai “fatto loro” il Parco, vedendolo come qualcosa di estraneo? Messa su questo piano, forse, dovremmo iniziare a parlare sì, di partecipazione, ma inteso innanzitutto come attività di informazione e conoscenza di questa realtà alle migliaia di persone che vivono sul Promontorio.

 

I 5 PUNTI DEL MANIFESTO

Il ruolo della comunità

La società civile è il perno su cui si deve costruire una nuova visione di Parco. È necessario potenziare lo spirito d’innovazione e condivisione, l’apertura e il coinvolgimento effettivi verso la comunità dell’area Parco

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Una governance efficace

Il Presidente dell’ente e gli organismi Consiglio direttivo e Comunità dei sindaci ricoprono un ruolo di responsabilità centrale nel sistema di governance, essendo investiti di poteri decisionali.

Conservazione, sviluppo e sostenibilità

Lo scopo primario dell’ente, come stabilito dalla legislazione, deve essere quello della conservazione e della tutela delle componenti naturalistiche dell’area protetta. Tale fattore imprescindibile non deve essere da ostacolo verso le attività antropiche che, anzi, devono essere incentivate, con una visione strategica e pragmatica, al fine di perseguire lo sviluppo economico e socio-culturale della comunità sempre, tuttavia, nel rispetto della sostenibilità ambientale e culturale.

Accessibilità e trasparenza

Un parco accessibile, aperto e fruibile a misura di cittadino e di visitatore. Mettere in atto una progettualità diffusa mirata a rendere l’intero territorio facilmente fruibile e senza barriere, sfruttando la rete dei centri visita e dei principali siti d’interesse.

La figura del Presidente

La nomina del nuovo Presidente non può prescindere da caratteristiche di competenza in materia.
Il Presidente è tenuto a esercitare l’attività di vigilanza affinché non si verifichino disfunzioni all’interno della struttura tecnica.
Il Presidente del Parco deve riconoscere il ruolo indispensabile e centrale degli organismi, e soprattutto della Comunità dei sindaci del Parco, per il funzionamento dell’ente.