Addio ad Antonietta Miucci, prof e autrice e maestra di vita

Antonietta Miucci
Antonietta Miucci
Antonietta Miucci

di Emanuele Sanzone

Ci sono persone che fanno della loro professione una vocazione, portata avanti con entusiasmo fino all’ultimo anno,  e che ne portano le pratiche e la passione in altri modi anche dopo la famigerata pensione. Oggi, 4 settembre 2016 , dopo una lunga malattia è venuta a mancare più di una semplice maestra e prof per molti cagnanesi, più di una semplice instancabile operatrice culturale del nostro paese, oggi è venuta a mancare una maestra di vita che con la sua energia ha cercato fino all’ultimo di lasciare positivamente il segno nella nostra piccola comunità.

Ho avuto l’onore di avere Antonietta Miucci come insegnante di materie umanistiche negli primi due anni del liceo, nella fase delicatissima in cui ci si esce dal nido delle scuole medie e si va verso la maturità. In quei due anni è stata praticamente la nostra bussola, facendoci vivere la storia, la letteratura e la geografia non con quel piglio nozionistico fine a sé stesso, ma come vera e propria chiave di lettura per il presente e per il futuro. Uno dei suoi motti era ‘formare e informare’ proprio perché vedeva nei suoi alunni i cittadini di domani, che dovevano essere coscienti di quello che stava accadendo. Era una dei pochi docenti ad aderire alla campagna ‘Quotidiano in classe’ e quindi a margine della letteratura e delle altre materie si dibatteva leggendo le testate, dell’attualità in tutte le sue forme.

La prof Miucci ricordava spesso gli anni del Sessantotto in salsa garganica, di quella generazione che ci credeva nel mondo che cambiava, nel futuro e a differenza di molti altri sessantottini , non è andata a nutrire quel sistema che loro stessi avevano criticato, ma prendendo i valori di eguaglianza e di modernità di quegli anni,  faceva del suo insegnare una vera e propria missione volta al bene comune, unendo tradizione e innovazione, senza lasciare indietro nessuno.

Dopo il suo pensionamento, la stessa tempra innovatrice- senza perdere di vista le radici- ha trovato terreno fertile nel teatro, sperimentale nei modi e tradizionale nei contenuti, portando  in scena un mondo, quello della società cagnanese del Dopoguerra, che doveva fare i primi conti con la modernità, con i primi giovani cagnanesi scolarizzati fino alla scuola media superiore che si scontravano con la generazione precedente. Un mix esplosivo che portava in scena miseria e nobiltà di una società teatrale nel sangue, quella cagnanese.

Oggi, seppur a  molti chilometri di distanza, l’immagine di lei che mi ha lasciato è quella di una instancabile umanista, dal punto di vista culturale ma anche sociale, nell’attenzione verso i suoi alunni e collaboratori che hanno avuto la fortuna di lavorare con lei nella Compagnia Diomedea. Oggi Cagnano perde un punto di riferimento,  che tra i corsi e ricordi si Gianbattista Vico e citazioni classiche , ha insegnato a me, come a molti altri cagnanesi, a vivere la vita fino in fondo . Un grande abbraccio va alla sua famiglia e ai suoi cari, sicuro che lei in fondo da lassù ci guarda sorridendo, pronta a portare le sue immense passioni anche lì.

 

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