“Costi di trasporto proibitivi”, la protesta degli studenti in Consiglio Regionale

Nella foto: treni Ferrovie del Gargano
Nella foto: treni Ferrovie del Gargano

Si ha un bel dire diritto allo studio, ma con tariffe di trasporto così alte non è facile far quadrare i conti per una famiglia con figli pendolari. Quello delle spese per raggiungere Bari e non solo, in treno o pullman, è uno dei punti prioritari delle rivendicazioni degli studenti medi e universitari, riuniti nella Rete della Conoscenza Puglia. Sono stati illustrati in un incontro in Consiglio regionale, nel corso di una manifestazione che ha visto sfilare nelle vie del capoluogo giovani degli istituti superiori e di varie facoltà. In via Capruzzi, i rappresentanti hanno incontrato il consigliere segretario Giuseppe Turco e il segretario particolare del presidente dell’Assemblea, Franco Natilla.

I ragazzi chiedono alla Regione  un tavolo  tecnico per ribadire le loro richieste: innanzitutto, lo sforamento del patto di stabilità, davanti all’emergenza diritto allo studio scolastico, ma anche interventi sul diritto allo studio universitario, in una regione che pur vantando uno dei sistemi accademici più avanzati, soffre problemi legati tra l’altro alle tasse elevate per la frequenza. “Vogliamo” studiare, dicono, in una scuola pubblica, accessibile a tutti senza costi proibitivi, in edifici sicuri e con prospettive di lavoro che non condannino alla precarietà, alla disoccupazione o all’esodo dalla propria terra.
Quanto alle spese di trasporto, la richiesta è una tariffa unica agevolata,  valida per tutte le società che gestiscono i collegamenti. Oggi, fanno notare gli studenti, su una tratta media come Monopoli-Bari un pendolare costa alla famiglia 1200 euro l’anno, l’equivalente delle tasse universitarie. Una spesa insostenibile.
È il “punto essenziale”, un problema da portare subito all’attenzione del Consiglio regionale, ha assicurato il consigliere Turco. “Se non si può sostenere il costo del trasporto non c’è legge o diritto allo studio che tengano”. È una voce che pesa, che condiziona perfino la scelta del corso di studi. Per non incidere troppo sul bilancio familiare, si sceglie un diploma o una facoltà sulla base della distanza da casa, non delle attitudini personali, “è come sposare qualcuno che non si ama e questo condiziona la vita e la professione”, ha osservato Turco, che si è impegnato a farsi portavoce delle istanze presso ogni collega.
Il documento della Rete della Conoscenza è stato inviato dal presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo a tutti consiglieri.

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