Quando la tv arrivò a Cagnano…

La tv compie 60 anni
La tv compie 60 anni
La tv  compie 60 anni
La tv compie 60 anni

In questi giorni stiamo assistendo a numerosi programmi celebrativi dei sessant’anni della televisione italiana, che ha raggiunto il famoso traguardo lo scorso 3 gennaio.

La tv, quel grande mostro che al giorno d’oggi viene accusato, assieme al ‘nipote’ internet, di essere un fattore determinante della deriva morale e sociale a cui stiamo assistendo, ha segnato nel bene o nel male la storia di questo Paese. Se il tubo catodico è stato sempre associato al consumismo del boom economico del dopoguerra da un lato, dall’altro  è vero anche che ha reso in qualche modo più veloce la diffusione della lingua italiana, fino ad allora ‘scimmiottata’ più che parlata, a causa del grande analfabetismo con cui soprattutto il Sud doveva fare i conti.

Mi ha sempre incuriosito l’impatto che questo nuovo e ‘strano’ elettrodomestico avesse avuto su un paese piccolo come Cagnano, che nel 1951 contava poco più di 7500 abitanti (proprio come adesso – quando si dice corsi e ricorsi storici). Così, mentre la tv si prepara a celebrare sé stessa, la sera dell’Epifania i miei nonni mi hanno raccontato un po’ di come la tv ha cambiato le loro vite.

La cosa che mi ha colpito fin da subito è stato il giudizio non negativo nei confronti del canone. “E’ il male minore delle tasse” secondo mio nonno , che invece paga il triplo per i rifiuti. Non solo, ma i miei nonni pagano il canone perché pensano che la tv è un  servizio che viene loro offerto ed è giusto pagarlo. In altre parole loro sanno come è brutta la sera senza tv mentre noi, complice anche il web, diamo per scontato che premendo sul telecomando avremo sempre qualcosa da vedere (o da non vedere volontariamente).

In secondo luogo non dobbiamo dimenticare che la tv a Cagnano è arrivata dopo alcuni anni, cioè man mano che le frequenze coprivano l’intero territorio nazionale. “A Cagnano c’erano solo tre televisioni, di cui una era la nostra” mi racconta nonno, orgoglioso come un giovane che può sfoggiare l’ultimo modello di smartphone.  E in effetti all’epoca era un lusso possedere una tv,   un lusso che i miei nonni si sono potuti concedere grazie all’emigrazione di lui in Germania (ricordiamo che molti immigrati al ritorno hanno costruito addirittura case con la fortuna guadagnata d’oltralpe).

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