No Triv, appuntamento il 6 ottobre a Manfredonia per la salvaguardia del nostro mare

Una veduta del porto di Manfredonia (ph: E. Sanzone)
Una veduta del porto di Manfredonia (ph: E. Sanzone)

Una veduta del porto di Manfredonia (ph: E. Sanzone)
Una veduta del porto di Manfredonia (ph: E. Sanzone)

Sbuffa, rallenta, si riprende, perde colpi, riacquista vigore, ma si rafforza ogni giorno che passa la macchina organizzativa delle Associazioni (di qualsiasi indirizzo) garganiche che fanno capo alla Rete No Triv il cui ‘deus ex machina’ veste i panni di Raffaele Vigilante. Un fermento di idee e programmi finalizzati all’organizzazione, difficile e complessa come tutti i megameeting, della grandiosa Manifestazione del 6 ottobre, quando la società civile – sotto l’egida sodale o da semplici cittadini – si unirà nella Città del Golfo all’ombra di un’unica bandiera: evitare di rompere e, al limite, distruggere gli equilibri di un ecosistema così delicato come il Mare (chiuso) Adriatico.

Situazione complicata e problematica che si palleggia fra la necessità di risolvere una crisi globale ricorrendo anche all’autarchia petrolifera e la bassissima qualità (accertata e omologata) dell’eventuale ‘gas’ estraibile da fondali già contaminati fra l’altro da “navi di veleni” e “cimiteri di dubbi contenitori”; fra il ricorso a nuovi posti di lavoro tutti da creare e la perdita di consolidate occupazioni di un comparto – il turistico – esistente da decenni sul territorio; fra lo sconvolgimento di una catena alimentare e il rifiuto di continuare a prevedere altri “funerali” di cetacei e in genere di fauna marina.

Il dilemma, sentenziava qualcuno, è sempre cornuto, ma solo quando i piatti della bilancia si equilibrino, non se uno dei due – il più svantaggioso – penda troppo da una parte. Ed è il caso in questione. Scarsa qualità del prodotto ottenibile, cupi rimbombi di ‘air-gun’ assassini (cannonate di aria compressa), sismicità cronica della zolla europea che alle nostre latitudini si scontra con l’africana, eventi funesti già accaduti e in continuo aumento, bandiere blu in costante diminuzione sulle coste adriatiche, correnti marine che dall’albanese Valona salgono verso Trieste e Venezia per scendere a Brindisi, annientamento di un paio di settori produttivi già pericolosamente minati quanto difficoltosamente creati e portati avanti (turismo e pesca), non depongono – indiscutibile – a favore di certi provvedimenti legislativi “dubbi” e… “tendenziosi”? ma sì, scriviamolo pure l’attributo dettato da incapacità e totale impotenza di comprendere quali siano il fine, lo scopo, l’obiettivo di alcune decisioni governative.

Se ne è parlato, se ne è discusso, è stato oggetto di “rivolte” e “ribellioni” (Termoli, Monopoli, e adesso Manfredonia), ha chiamato a raccolta giovani e vecchi, occupati e disoccupati, studenti e operai, pensionati ed energie nuove che non trovano sfoghi o sbocchi, nullatenenti e benestanti… perché il problema è di tutti e non di chi voglia difendere a spada tratta “il proprio orticello”. Le pezze giustificative pro-difesa di un mare-lago sono tante e tutte probanti. E se ne continuerà a parlare finché qualcuno dovrà per forza di cose cedere. Noi personalmente propendiamo per la facoltà di non continuare a sputare nel piatto in cui l’umanità sta mangiando da millenni, nella fattispecie il pianeta che abbiamo avuto solo in affido dagli antenati per consegnarlo a chi verrà dopo di noi. Ma a queste condizioni, cosa lasceremo in eredità?

Se a tutto ciò si aggiunga la canonica “infiltrazione” speculativa e dichiaratamente strumentale dei partiti politici, l’indignazione non fa che incrementare e rasentare la “rabbia canina”. Al proposito preferiamo cedere la tastiera al già citato Raffaele Vigilante e al suo “comunicato stampa della Rete di Associazioni” di cui proponiamo una attenta lettura.

«La rete di Associazioni dell’Adriatico – più comunemente chiamata Rete No Triv, – in considerazione degli eventi e delle iniziative che in ordine sparso continuano a fioccare in provincia di Foggia per la questione ispezioni geosismiche alle isole Tremiti e nell’Adriatico, dichiara quanto segue: “Lodevoli, sicuramente, le iniziative che alcuni partiti politici stanno assumendo in questi giorni, ma si ritiene che siano inutili doppioni di attività già programmate da tempo e a nulla servano, considerato lo stato di confusione generato dagli stessi.

«Le consideriamo, pertanto, del tutto strumentali e fini a se stesse in quanto successive alle nostre dichiarazioni (“no vessilli” – “no bandiere di partito”), al cronoprogramma fatto col presidente della Regione Puglia Nicky Vendola, il presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna, tutte le Associazioni No Triv di Puglia, Molise e Abruzzo, il presidente del Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella, il presidente della Consulta istituzionale dell’Adriatico, nonché alla programmazione della grande Manifestazione di Manfredonia del 6 ottobre e al prossimo incontro col ministro Clini del 14 settembre.

«Le Isole Tremiti – in difesa delle quali, e più in generale del Mare Adriatico, si sta organizzando il megameeting dei primi di ottobre – non hanno bisogno di visibilità politica per mero ritorno personale. Hanno bisogno invece che si lotti affinché sia scongiurato un pericoloso attentato a una già fragilissima economia e all’ecosistema marino. Si invitano pertanto partiti politici, parlamentari, dirigenti di partito, a coordinarsi con la Rete No Triv dell’Adriatico per fare fronte comune tutti insieme e lottare affinché sia raggiunto un risultato positivo» (Raffaele Vigilante).

Fin qui il comunicato. Per finire accenniamo solamente al programma, ancora allo studio degli organizzatori, della giornata di Manfredonia dedicata a contrastare il progetto delle ricerche di idrocarburi al largo delle nostre coste. “Il ‘No Trivelle Day’ – a dirla con Vigilante, – che chiuderà il tour di manifestazioni il 6 ottobre a Manfredonia, il Comune rivierasco più grande della provincia di Foggia, si svilupperà in linea di massima col raduno dei partecipanti entro le 10.30 nei pressi della Capitaneria di Porto. Alle 11 partirà il corteo seguendo il percorso del Carnevale, cioè il Lungomare, con un intermezzo scenografico di autentico impatto psicologico: lo ‘spiaggiamento’ sul litorale del porto (tutto da vivere; ndr).

“Si punta quindi sul Comune nella cui piazzetta sarà installato il palco degli interventi. Prevediamo un sindaco per regione, un presidente di regione, un parlamentare, un componente della Rete, il presidente del Parco… Un po’ di musica e a seguire il ‘sciogliete le righe’. Alle 19,30… sorpresa, o sorprese. E una sola grande e pesante assenza: Lucio Dalla, il nostro presidente onorario, che ci manca. Dopo la sua scomparsa dovremmo nominarne un altro”.

Piero Giannini

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