L’on. Bordo a Cagnano: “Tornare alla politica per evitare demagogia e populismo”

Sì è svolto venerdì scorso nell’aula ex anagrafe della Parrocchia Santa Maria della Pietà l’incontro pubblico ‘Il Partito Democratico, la crisi e il Governo Monti’, che ha annoverato la presenza dell’onorevole Michele Bordo della Camera dei Deputati, membro della Commissione Affari Costituzionali e della Commissione di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare.

COSTANZUCCI, BISOGNA TORNARE AD ESSERE PARTECIPI DELLA VITA POLITICA – “La scelta  di sostenere il Governo Monti è stata una decisione di buon senso – introduce il segretario cittadino del PD di Cagnano Claudio Costanzucci– dal momento che il partito avrebbe sicuramente vinto se ci fossero state le elezioni adesso, con il 27% del consenso nazionale che fanno del PD il primo partito d’Italia. Quando ci fu Tangentopoli ricordo che venne a crearsi una certa ‘effervescenza partecipativa’ dal momento in cui si avvertiva il bisogno del cambiamento e di conseguenza crebbe la partecipazione. Molti studiosi dicono che il cambiamento in generale porta ad una fase partecipativa politica e si prospetta che dopo l’era Monti si avvierà un processo sociale di partecipazione. Per questo dobbiamo prepararci: il Partito non va isolato ma bisogna essere presenti. È troppo facile attribuire alla politica e al partito le responsabilità della situazione, ma in realtà si cerca solo un capro espiatorio. Nel mondo di fatto di democrazie senza partiti non ce ne sono: la partecipazione politica è l’unico strumento per cambiare le cose. I partiti sono fatti di persone che fanno politica, non un’entità astratta.”

LA SCELTA DI SOSTENERE MONTI COME PARTITO –“Ci troviamo in un momento molto particolare della vita sociale del nostro Paese- esordisce il democratico- eravamo ad un passo dal baratro, stavamo finendo come la Grecia e il rischio di fallire era dietro l’angolo. Avremmo corso il rischio fallimento se non ci fosse stata la crisi del Governo Berlusconi e la nascita del Governo Monti. Dobbiamo riflettere su come stavano finendo: abbiamo veramente rischiato una brutta fine. Il nostro debito non lo acquistava più nessuno (e con quei soldi si dovevano pagare stipendi e servizi), nessuno voleva più scommettere sull’Italia e per questo lo spread (cioè il differenziale tra i titoli di Stato italiano e tedeschi, ndr) era arrivato ad un punto di non ritorno. Eravamo arrivati a quel punto anche con una politica dello stesso Berlusconi, che fino a qualche tempo prima delle dimissioni con Tremonti continuava a dire che la gente consumava e che non c’era crisi, come pure la sua politica di spesa pubblica (si pensi all’Alitalia che poteva essere venduta debiti inclusi mentre è stata regalata e lo Stato si è preso gli oneri).  Nei governi di Berlusconi la spesa pubblica è sempre cresciuta. Nel frattempo l’Italia non contava più nei vertici internazionali. Il problema attuale è che il Pdl (e Berlusconi stesso) adesso stiano tentando di ‘rifarsi una verginità’  cercando di far passare il messaggio che il loro governo non ha tutte le responsabilità di fronte ad un problema internazionale.

NON SOLO SACRIFICI MA ANCHE CRESCITA-“Noi abbiamo fatto bene contro il rischio fallimento a non andare subito al voto anche perché sarebbe stato difficile governare il Paese, sia per mettere a punto il programma sia per le scelte difficili da fare in piena emergenza (sarebbe mancata anche la grande convergenza delle forze politiche di cui gode Monti). Per quanto riguardo le misure adottate dal governo tecnico noi avremmo insistito di più sui grandi redditi, l’indicizzazione all’inflazione delle pensioni, un ‘accompagnamento’ per i lavoratori “esondati”, cioè quelli che rischiano di trovarsi disoccupati perché sono cambiate le finestre pensionistiche. Non bastano solo sacrifici: bisogna passare ad una politica di crescita e di lotta all’evasione per rimettere in moto il Paese creando occasioni per allargare la possibilità di entrare nel mondo del lavoro.”

NON CADERE NELLE TENTAZIONI DEMAGOGICHE-“Bisogna  preservare ciò che di positivo può ancora esprimere la politica. In Italia la crisi dei partiti è stata causata anche dai partiti stessi.  Il rischio del qualunquismo è sempre dietro l’angolo e la demagogia e il populismo non sono una buona soluzione, come Grillo”.

LA PROPOSTA DI UN COMMISARIATO A SAN NICANDRO – “Sull’interrogazione parlamentare in cui chiedevo l’apertura di un commissariato di polizia a San Nicandro Garganico mi è stata data una discutibile risposta burocratica. Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano mi ha risposto che ci vuole un centro di oltre 50 mila abitanti per istituire il commissariato, trascurando di fatto la delicata situazione mafiosa del Gargano e il fatto che ci sono solo stazioni di carabinieri con agenti non più giovani o sotto organico”.

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