Bellavista, l’(ex) asilo della discordia

L'ex asilo di Piazza Bellavista, Cagnano Varano (foto Google Street View)
L'asilo di Piazza Bellavista, Cagnano Varano, tema scottante del comizio (foto Google Street View)

Nonostante l’estate sia oramai terminata,gli animi dei cagnanesi sono ancora accaldati.Questa volta il casus belli, la scintilla che ha creato scompiglio, è la chiusuradella scuola dell’infanzia di Piazza Bellavista.

L'asilo di Piazza Bellavista, Cagnano Varano (foto Google Street View)
L'asilo di Piazza Bellavista, Cagnano Varano (foto Google Street View)

Nonostante l’estate sia oramai terminata, gli animi dei cagnanesi sono ancora accaldati. Questa volta il casus belli, la scintilla che ha creato scompiglio, è la chiusura della scuola dell’infanzia di Piazza Bellavista. La chiusura si vociferava già da diversi anni, con una fantasia di ipotesi sulle possibili destinazioni d’uso, ma quest’anno le voci si sono concretizzate. Il malcontento è nato soprattutto nelle madri dei piccoli del Bellavista, parte delle quali si sono rivolte al consigliere comunale Gianluca Giornetti. “Lo scorso 12 settembre, giorno di apertura delle scuole dell’infanzia, le mamme di Cagnano Varano, con stupore e meraviglia, apprendevano da un manifesto affisso sul cancello di entrata, a firma del dirigente scolastico, che ‘per i lavori di adeguamento del plesso Bellavista le sezioni di scuola dell’infanzia sono state trasferite presso il plesso ‘Marconi’- espone Giornetti –Avvisato dell’episodio mi sono recato sul comune per verificare l’accaduto e soprattutto per comprendere i motivi della chiusura del plesso ‘Bellavista’ , apprendendo dal tecnico comunale che contrariamente a quanto indicato nel manifesto per la struttura non era previsto alcun adeguamento; da sottolineare la mancanza di servizi igienici separati rispetto a quelli utilizzati dai bambini delle scuole elementari,diversi o meglio più alti rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente per la scuola materna, senza per questo trascurare il mancato rispetto della normativa sanitaria in materia di scuole dell’infanzia”. Allora perché chiudere la struttura? “Per razionalizzare gli spazi, come prescrive la circolare ministeriale dell’istruzione pubblica che obbliga tutte le istituzioni scolastiche ad avere un numero minimo di cinquanta alunni- puntualizza l’assessore al bilancio Giovanni Conte- Inoltre, visto l’obbligo, abbiamo ricevuto un finanziamento per la costruzione di un centro diurno per anziani e diversamente abili. Pertanto quello spazio non morirà come alcuni hanno già detto ma verrà riconvertito. La buona politica che tanti vantano di perseguire è fatta di proposte e sollecitazioni a chi amministra non per accendere gli animi ma per risolvere i problemi. Bisognerebbe rimboccarsi le maniche, non solo attivare la politica del fango”.La chiusura si vociferava già da diversianni, con una fantasia di ipotesi sulle possibilidestinazioni d’uso, ma quest’anno levoci si sono concretizzate. Il malcontento è nato soprattutto nelle madri dei piccolidel Bellavista, parte delle quali si sono rivolteal consigliere comunale GianlucaGiornetti. “Lo scorso 12 settembre, giornodi apertura delle scuole dell’infanzia, lemamme di Cagnano Varano, con stupore emeraviglia, apprendevano da un manifestoaffisso sul cancello di entrata, a firmadel dirigente scolastico, che ‘per i lavori diadeguamento del plesso Bellavista le sezionidi scuola dell’infanzia sono state trasferitepresso il plesso ‘Marconi’- esponeGiornetti –Avvisato dell’episodio mi sono recato sul comune per verificare l’accadutoe soprattutto per comprendere i motividella chiusura del plesso ‘Bellavista’ ,apprendendo dal tecnico comunale checontrariamente a quanto indicato nel manifestoper la struttura non era previstoalcun adeguamento; da sottolineare lamancanza di servizi igienici separati rispettoa quelli utilizzati dai bambini dellescuole elementari,diversi o meglio più altirispetto a quelli previsti dalla normativavigente per la scuola materna, senza perquesto trascurare il mancato rispetto dellanormativa sanitaria in materia di scuoledell’infanzia”. Allora perché chiudere lastruttura? “Per razionalizzare gli spazi,come prescrive la circolare ministerialedell’istruzione pubblica che obbliga tuttele istituzioni scolastiche ad avere un numerominimo di cinquanta alunni- puntualizzal’assessore al bilancio GiovanniConte- Inoltre, visto l’obbligo, abbiamo ricevutoun finanziamento per la costruzionedi un centro diurno per anziani ediversamente abili. Pertanto quello spazionon morirà come alcuni hanno già dettoma verrà riconvertito. La buona politicache tanti vantano di perseguire è fatta diproposte e sollecitazioni a chi amministranon per accendere gli animi ma per risolverei problemi. Bisognerebbe rimboccarsile maniche, non solo attivare la politica delfango”.

Pubblicato sul numero di ottobre novembre 2011 di Schiamazzi : Sfoglia il magazine | Versione Pdf

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